C’era un tal Manzoni che, non certo senza una non così trascurabile dose di compiacimento, si rivolgeva ai suoi “venticinque lettori” sapendo che in realtà il numero sarebbe stato di gran lunga più significativo.

Contrariamente a detto personaggio, io mi rivolgo a ragion veduta ai miei nove lettori, come le stat mi confermano.

A loro ci tengo a dire, deliberatamente giustificandomi, che gli errori di battitura del post precedente, ahimè copiosi, come uno dei nove lettori mi ha fatto notare, non sono dovuti ad una mia repentina dimenticanza della lingua italiana quanto ad un concorso di colpa: da parte mia ammetto di non aver riletto e nemmeno riguardato quanto scritto, cosa che, se avessi fatto, mi avrebbe evitato la miserabile figura che non facendolo ho invece fatto, da parte del computer dal quale scrivo  c’è invece stata una non trascurabile colpa identificabile nell’avere la tastiera meno amichevole della storia dei tempi, essa avendo la sconveniente abitudine di non percepire necessariamente tutte le lettere battute e di percepirne, a mo’ di compensazione, alcune doppie o triple. Si tratta di un dato che i colleghi che dispongono come me di questo odioso macchinario potrebbero confermare senza batter ciglio, tengo a precisarlo.

Ora, essendomi stata fatta una correzione piuttosto puntuale dell’ortografia del post, avrei potuto fare finta di niente e andare a correggere ove necessario, ma questo non avrebbe certo giustificato le mie colpe a coloro che avendo già letto la prima stesura non rileggeranno certo la bozza corretta.

Concludo dicendo che per un attimo ho pensato per lo meno di andare a contare il numero di strafalcioni scritti: fosse emerso che di errori casuali ce ne sono 42 avrei potuto supporre che fosse u1c4f5ca8-02b5-11e5-8720-20cf300687d7_347_233n segno del cosmo che comunica con me tramite mezzi tecnologici poco funzionanti e che desidera dirmi che attraverso i non pochi errori dei quali mi sto macchiando sto avvicinandomi ad avere la risposta universale…una sorta di “Per Aspera ad Astra” per autostoppisti galattici  insomma, un incoraggiamento comico e astrale.

Piacendomi molto l’idea, ho deciso di confermare l’ipotesi senza conferme empiriche.

Don’t panic. I have a towel.