Mi chiamo Marta. Un nome che non mi è mai piaciuto, e nemmeno mi calza particolarmente bene. L’etimologia mi vorrebbe “Signora della casa”, ma io in cucina sono una schiappa, odio toccare il cibo, e riesco a fare da schifo pure la pastasciutta. Un’altra versione dell’etimologia del mio nome sostiene che l’originale fosse “Tamar” e derivasse dall’aramaico, con il significato di palma. Ho i più seri dubbi sull’attendibilità di quest’affermazione, ma almeno il suono di Tamar (che poi è Marta con le sillabe scambiate….) mi piace.
Ho 24 anni. Altro grave problema. Perché vorrei averne ora 18. Non perché cominci già a temere il lento sfacelo del tempo (e le creme antirughe dell’anno 2014 dicono che facciano miracoli) ma perché se ora stessi finendo il liceo avrei davanti a me un luna park di possibilità e strade davanti a me che ora non ho più, e quando le avrei potute avere nemmeno le ho viste. Ma, come si dice, del senno di poi sono pieni i fossi.
Sono piccola e minuta (grandi sforzi quotidiani dietetici aiutano in tal senso), ho capelli castani chiari (o biondo cenere, i parrucchieri non si sono mai messi d’accordo) e mossi, totalmente ingovernabili, e occhi scuri. Avrei voluto avere i capelli neri e gli occhi azzurri, o almeno i capelli rossi e gli occhi verdi. Ad anni 24 sto cominciando a pensare che forse potrei smettere di farmi del sangue marcio per la non collaboratività della genetica. Potrei persino matenere la mia decisione di non tingermi più i capelli per scurirli.
Dopo lunga e dolorosa malattia, mi sono laureata in Informatica. Zero interesse tutta fatica, ma tant’è.
Frequento il conservatorio, studiando pianoforte. “Studiando” è un po’ una parola grossa, in effetti…diciamo che, a tratti, lo studio con vigore ed energia, a tratti non lo tocco per nulla. Comunque, suonare è una delle cose che almeno in teoria, mi piace fare e mi riesce bene. Mi sono diplomata (equivale ad una laurea triennale dal 2012, prima era una laurea triennale. Le bestemmie si sprecherebbero se non fossi contraria.) ad ottobre. Ora sono iscritta al biennio specialistico e sono in crisi mistica.
Studio danza, che, al momento e da due anni, è la passione mia. L’idea, il sogno, la speranza, sarebbe quella di fare la ballerina. Si vedrà.
Ho fatto teatro per un po’, è stato un grande amore, ma si è consumato in fretta. Pensavo fosse il principe azzurro, ma forse è stata solo un’infatuazione momentanea.

Sono nata sotto il segno del cancro, il 12 luglio, ascendente vergine. Sono lunatica, umorale, sensibile (all’eccesso, mannaggiamme), incostante nelle attività ma non negli affetti.
Penso molto, sono piuttosto complicata nelle mie elucubrazioni e picchio vicino al cervellotico spesso e volentieri. Come ho letto un po’ di tempo fa su facebook, “Noi paranoici dovremmo essere una specie protetta: la nostra mente tenta quotidianamente di ucciderci.”
Ho letto le classificazioni di personalità disfunzionali: penso di avere tratti paranoidi, istrionici, evitanti e se proprio dovessi essere matta mi piacerebbe essere borderline. Ad ogni modo, non vivo ancora in una stanza tutta imbottita, quindi credo che i miei tratti disturbati e disturbanti siano sotto controllo. Sarò pure un po’ insicura e perennemente alla ricerca di conferme, ma nel complesso me la cavo riuscendo a interagire con il prossimo in modo più o meno normale.

Sono sempre in movimento, faccio mille cose e nel frattempo ne penso altre duemila. Parlo un sacco (fin troppo: sono convinta che alcuni mi metterebbero volentieri una ciabatta in bocca per farmi stare zitta a volte) e rido spesso.

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