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Avevo tempo fa scritto una pagina di diario sul mio difficile rapporto con il cibo. Nel tempo intercorso la vicenda non è migliorata. E nemmeno peggiorata.

Rimango schiava della mia piccola ossessione, piccola perché non trascende livelli umanamente accettabili portandomi  a ridurmi ad uno scheletrino che cammina, e ossessione perché dal mio pasto e dal mio ottemperare o meno ai dictat dietetici autoimposti dipende il mio umore della giornata e buona parte delle mie energie mentali sono allocate a rimuginare su cosa mangiare, come, quando, perché, perché no, calorie, volume, gusto, macronutrienti, tempo necessario a terminare il pasto, gente che mi vede e gente che non mi vede.

Mi masturbo le sinapsi leggendo miliardi di ricette, provando quel dolce dolore che è il desiderio verso qualcosa di così proibito e inavvicinabile che nemmeno rischia di tentarmi da tanto che è fuori dalla mia portata.

Se di fronte a una piccola ciotola di arachidi posso avere seri cedimenti, che per una che sarà mai- penso con pia illusione- e poi me le mangio tutte,( perché ragazzi, breve storia triste, ho una fame d’accidente, se non sempre quasi sempre) con un danno calorico peggiore che se mi fossi mangiata una bistecca e dei sensi di colpa che levati, di fronte ad una fetta gigantesca di saint honore non c’è storia, è decisamente troppo per un crollo di volontà, semplicemente non prendo nemmeno in considerazione l’idea di mangiarla, nemmeno se ne assaggio una cucchiata, gesto che di solito è un rischio gigantesco.

Girovago in rete leggendo articoli su articoli su diete varie e me la rido tragicomicamente: dimagrire mangiando….e giù un elenco di pasti a base di verdurine scondite che grazie tanto, così lo sapevo anche da sola; dimagrire accelerando il metabolismo, e via la frasona che vince tutto: bisogna mangiare non meno calorie del prooprio metabolismo basale, altrimenti si sputtana tutto e dopo un po’ ti ritrovi con le funzioni vitali di un bradipo ( meglio, di un organismo costretto a vivere con 800 kcal quando va di lusso, di cui circa 200 di birretta sociale); dimagrire camminando, e vado a comprare un contapassi elettronico, tanto per avere un’ossessione in più, che ora se non mi sparo anche 25000 passi al giorno non son contenta; dimagrire con la palestra, etc etc etc

Non so nemmeno io perché leggo pagine su pagine di diete e trucchetti dimagranti…forse per soddisfare la mia metafisica brama di magrezza, forse perché sotto sotto spero nella rivelazione provvidenziale che mi suggerirà uno stile alimentare che si confaccia ai miei desideri  nel calderone primordiale di idee, banalità e assurdità che vengono proposte coe soluzioni definitive contro l’incalzante pinguetudine.

Unico comune denominatore: per dimagrire così, e per così intendo dalla dieta del finocchio scondito a quella della passeggiata postprandiana, bisognerebbe essere in sovrappeso, o perlomeno tendenti ad esserlo:  io ho un indice di massa corporea  di nemmeno 17, e a questo punto il metabolismo basale di una sardina sotto sale…nemmeno la più intelligente dieta da giornale potrà mai dare risultati su di me.

Madre e amici che additandomi sussurrano: è evidente che la bestia nera, l’anoressia, mi tende la mano ammiccante. Sono preoccupante. Torno a casa nel week end e la prima cosa che mi viene chiesta è quanto peso, e se quei jeans sono sempre stati così larghi sul culo che non ho.

Fossi dimagrita veramente tutte le volte che mi è stata mossa l’accusa, ora trasparente lo sarei veramente.

E poi, ovviamente, leggo pagine su pagine sui disturbi alimentari (rimando chi legge ad un blog che mi piace particolarmente: eccolo) un po’ perché alla fin fine il dubbio viene, un po’ perché se io stessa parlo di ossessione un motivo ci sarà, e di fatto le cose he riguardano l’alimentazione sono uno dei miei argomenti preferiti…e un po’, ahimè,  ho l’inconscio desiderio di fare la finta anoressica meglio di così, scongiurando definitivamente il rischio di ingrassare. Cazzata, lo so. Ma nell’inconscio mio medesimo non so metter mano.

Sta di fatto, che girovagando nel blog di cui dicevo, ho trovato un articolo su un gruppo di ragazze (e penso anche ragazzi, ma non ne ho ancora individuati) che chiamano sè stesse #edwarriors e pubblicano sostanzialmente foto su foto di cibi carini e corpi un po’ meno scheletrici giorno dopo giorno, incoraggiandosi l’un l’altra nel loro percorso di #recovery.

Sono andata su instagram e ho cercato l’hashtag. Mi sono masturbata con foto di torte, insalate, pollo in crosta e pastasciutte. Ho visto un sacco di coppie di foto di leiprima e leidopo.  Ossa che di martedì in martedì vengono riassorbite dalla carne e jeans che vengono riempiti mano a mano un po’ di più. E ho avuto una rivelazione.

Una di queste #edwarrior ha pubblicato una foto di lei prima e lei dopo….ora, diciamo che lei non è una di quelle magreimpressionantiassurde e non lo era nemmeno al momento della foto prima e cui mi riferisco…confermiamo il fatto che oltre un certo limite il troppo magro non piace nemmeno a me, e generalmente le foto da anoressia sono eramente impressionanti anche per me. Ora, io vedendo quella foto, quella del prima, ho pensato “Che carina”. Ho pensato che stava bene anche così, e che non trovo sembrasse particolarmente malata.

Sono indegna nel dire questo, mi sembra anche di mancare di rispetto alla fanciulla in questione dicendolo, eppure non saprei che altro dire. Ho visto una foto di una che pubblica detta foto per dire “ora mi sto riprendendo!” e della foto del prima penso che sia carina. Mi rendo conto di ripetermi, ma sono rimasta basita io stessa.  Alla luce di ciò si spiegano molte cose.

Io non sono anoressica, e nemmeno a rischio: ho solo dei gusti estetici di merda secondo i più, e malauguratamente ben poco salubri anche secondo me (che ammetto che non avere il ciclo da secoli non sia proprio il massimo).

Come sono ora mi piace. Non mi vedo grassa. solo che non voglio nemmeno per sbaglio ingrassare, ragion per cui se mi scappa di perdere ancora un kg o due non mi lamento, trattandosi di una sorta di assicurazione sulla vita…

Poi, lungi da me sostenere che ciò sia esattamente normale…però, se non altro, rende l’analisi della cosa un tantino più lineare.

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