Don_Chisciotte_contro_i_mulini_a_vento

Io mi chiedo talvolta quale sia lo scopo di tutto questo.

Dove stia il senso, l’equilibrio e la giustizia.

Non accetterò mai che non ci siano.

Scusatemi, disillusi e cinici abitanti di questo strambo globo terraqueo, io non ci sto.

Non credo in Dio, e quasi quasi nemmeno più negli esseri umani intesi come categoria generica.

Però, porco di un cane, ad essere una fredda cinica bastarda, indurita dal mondo e dalle cicatrici che si porta addosso non ci riesco. Leggo Bukowski e Nietzsche, mi riempio la bocca di frasi tipo “Dio, se esiste, deve qualche bella spiegazione”, e non simulo il mio prepotente disappunto verso il mondo, però non ci sto a non credere in niente. Mi scusino i miei autori, ma io a bere l’ennesima rossa spessa come un minestrone, sola, depressa e incattivita nel mio tavolo fisso al pub non ci vado.

Giro la sera alla ricerca di compagnia, rifuggo il mio nido casalingo per chissà quale ragione subconscia, come una randagia per i pub,e randagia mi sento, fino al midollo.

Smarrita dentro e fuori in una realtà con la quale non riesco ad andare d’accordo…eppure il passo, quello che mi farebbe saltare nell’abisso con il quale ci scambiamo per ora lunghe occhiate manco fossimo due innamorati, non lo faccio.

Non posso credere che tutto si riduca a questo.

Voglio un segno. Un misero, fottuto segno che qualcosa per cui valga la pena sbattersi ci sia. Un sorriso, una carezza, una grazie, un qualcosa che porco di un cazzo va nel verso giusto.

Moderna e sfigata Don Chisciotte, combatto mulini a vento e ancora cerco la mia Dulcinea e il mio Sancho Panza. Mi starebbe bene combattere i mulini, lo giuro…ma almeno datemi una principessa da salvare, senza che io debba accorgermi che fa la prostituta in una locanda ad ore, e uno scudiero ad assistermi che non mi osservi come una poveretta con dei problemi che va aiutata.

In nome dell’umanità, come direbbe Wile E. Coyote, Genius.

 

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