pesce mare

“Era meglio morire da piccoli

con i peli del culo a batuffolo

che morire da grandi soldati

con i peli del culo bruciati”

Già mi vedo i titoli sulla testata di Castellazzo Bormida, roba che manco “La Stampa” ha dei lettori così attenti e affezionati…“Sembrava tanto una brava ragazza, ma nel bel mezzo del negozio del besagnino dà fuori di testa e si mette a cantare a squarciagola, incurante del messaggio negativo e della volgarità dell’eloquio”.

Forse qualche vecchietta ficcanaso, di quelle che non hanno più una vita loro, ammesso che mai l’abbiano avuta, e spendono le loro annoiate giornate a interessarsi malignamente dei cazzi altrui, potrebbe provare un’emozione così forte da mandarla per direttissima alla casa di riposo in piazza centrale.

Non c’è scampo, non c’è speranza, ovunque c’è cacca in frenetica danza. Non sarò mai abbastanza grata a Marasco per aver inventato questo verso.

Bisogna accettare, ingoiare tutto, mettere a tacere tutto quello che esula dalla tua normalità e dal tuo senso di quel che è giusto fare. Le tue idee di protezione della persona sono tagliate con l’accetta, ostili e dure, appuntite e soffocanti, ma per te sono come un resort cinque stelle, il posto ideale dove crescere una figlia. Una gabbia dorata sicura i cui confini tu non vedi nemmeno.

A te, a te che mi hai troppo amata, non posso parlare, perché sarebbe come pugnalarti. Chiudi gli occhi, non vedere. Hai la mia benedizione in questo gesto di autoconservazione, ti canterò la ninnananna personalmente se mi prometti che farai un bel sogno. Non voglio vederti piangere per me. Se non ho mai fatto qualcosa di veramente definitivo è stato principalmente per te, per non ammazzare anche chi in me hai riposto tutto questo troppo.

Non faccio a voi una colpa, e non mi sento vittima. Sono una stupida, come lo siete anche voi, e non lo abbiamo chiesto noi di essere così. Ma una prigione dorata resta una prigione e un bel sogno resta solo una macedonia di impulsi elettrici cerebrali causati da una sorta di malfunzionamento delle sinapsi in stand-by.

“È la domanda il nostro chiodo fisso, Neo. È la domanda che ti ha spinto fin qui. E tu la conosci, come la conoscevo io.”  

 “Cos’è Matrix?”  

” La risposta è intorno a te, Neo. E ti sta cercando. E presto ti troverà, se tu lo vorrai.”

Ma voi la vedete la nostra Matrix personale? Vorrei avere il coraggio di scoprire le carte e chiedervelo, vorrei avere il coraggio di urlarvi contro che non è possibile che io non possa fare nulla per cavarmi d’impiccio. Non posso credere che non si possa fare nulla nemmeno nel mondo reale dove non dovrebbero vigere le stesse regole che nella bella prigione dorata dove viviamo.

Forse sono solo una bambina capricciosa, una stronza oltre che una stupida…è così ingiusto che io mi senta imprigionata da voi che volete solo il mio bene. Non sapete quanto mi sento in colpa. Non avete un’idea di quanto a me per prima faccia male questa condizione. Non sapete, e spero che non lo saprete mai, quanto mi dispiaccia non essere la persona che avrei dovuto essere, non esservi grata come dovrei per tutto quello che fate e avete fatto. Forse io voglio la botte piena e la moglie ubriaca. Forse dopo tutto non merito nulla, perché non riesco a riconoscere appieno il bene che mi fate.

Però davvero, vi amo con tutto il cuore, e sarà così per sempre. Ma ora mi dispiace tanto, devo proprio andare.

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