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E’ un po’ di tempo che mi rimbalza per la testa il pensiero che, accidenti!, prima o poi dovrò anche svolgere una qualche attività per cui qualcuno mi dia dei soldi, al posto di pagare io per svolgere detta attività.

Volgarmente, questa cosa si chiama “lavorare”.

Dal dizionario di italiano online:

lavoràre    [lavo’rare]: 1) dedicare le forze del corpo e della mente a un mestiere, ad una professione.

Dedicare le forze del corpo e della mente ad un mestiere, ad una professione venendo pagati per farlo, puntualizzerei io. Perché alla fine il problema sta tutto lì: se non si riceve un compenso è un hobby, e si è liberissimi di avere uno o più hobby nella propria vita, ma conditio sine qua non per il mantenimento di essi è uno stipendio, o una rendita di qualche natura che permetta di vivere al soggetto.

Io non avendo alle spalle una famiglia di miliardari che mi può mantenere vita natural durante, io appropinquandomi al compimento del mio venticinquesimo anno di età (solo il dirlo è già dolore), sì, prima o poi dovrò anche guadagnarmi da vivere.

E dire che mio padre, pover’uomo, sono mesi che me lo dice. Proprio vero che uno le cose le deve capire da sé.

Quindi, per il momento puro esercizio dialettico, mi sono presa la briga di cominciare a navigare in siti tipo indeed o cercolavoro, ipotizzando di avere terminato con un buco nell’acqua il tempo a mia disposizione per correre dietro ai miei sogni.

All’inizio mettevo le parole chiave, pensando che fosse possibile fare i sofistici e trovare un lavoro non solo decentemente retribuito, ma anche di mio gradimento.

Poi, dati i risultati non esattamente aderenti ad aspettativa, ho provato a lasciare come criterio di ricerca solamente il luogo, che non è tanto questione di essere pretenziosi, quanto di non andare in negativo dovendo pagare il trasporto sul luogo di lavoro.

Risultato delle mie ricerche: lo sconforto più totale.

Ci sono molte offerte, ma per tutte è richiesta esperienza pregressa, persino per fare il cameriere o l’addetto pulizie, attività che, pur non volendo in alcun modo sminuire, non comportano certo grandi responsabilità o difficoltà invalicabili.

Però, come per tutto il resto, come si può avere esperienza se nessuno assume chi non ha detto requisito? Un primo contratto ci va per poter dire di avere fatto qualcosa, è abbastanza ovvio, e se nessuno è disposto ad assumere un “primo pelo” costui sarà condannato a giacere per l’intera vita nella sua condizione di mancanza di esperienza.

Certo, è altrettanto ovvio che il datore di lavoro non essendo una ONLUS non abbia alcun interesse a fare un piacere allo sprovveduto “primaesperienza” potendo assumere anche gente alla quale non avrà bisogno di insegnare nulla.

Il che mi porta a domandarmi come è capitato che io sia così incapace.

Ho passato una vita a studiare questo e quell’altro, ma in concreto non so far nulla, un po’ perché saltellando di palo in frasca non ho sviscerato a fondo nessuna delle mie materie, un po’ perché mentre ero impegnata a sembrare una studentessa modello non ho fatto niente che esulasse dai miei studi.

E mi chiedo, il resto della mia generazione starà messa a mollo nella merda come me? O sarà che sono io particolarmente inabile alla vita?

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