Vanille Patisserie from Chicago, Illinois © 2011 Tina Wong; The Wandering Eater. All Rights Reserved.

Che il mondo sia ingiusto si evince, senza meditazioni sociologico-religiose-moraleggianti di sorta, dal fatto che ci siano persone che mangiano come maialetti e non riescono a mettere su un etto e persone che, se mangiano un grammo in più, prendono immediatamente detto grammo e tutti i di lui amichetti.

Naturalmente io appartengo alla seconda categoria, e vedere persone magre come stecchi che mangiano come bufali mi irrita tremendamente.

Quotidianamente parto con l’idea di stare attenta a quello che mangio, poi periodicamente vengo presa da fastidio acuto, mangio soddisfacentemente, perché sì, purtroppo mangiare è una cosa che mi piace fare,e ingrasso istantaneamente; seguono mesi di patimenti per dimagrire, tra mancanza di volontà di sopravvivere a verdurine scondite e mancanza di risultati apprezzabili. Oscillo tra i 45 e i 50 kg, estremo positivo ed estremo negativo, quindi in realtà vengo regolarmente mandata a fanculo da coloro le quali sono grassottelle davvero, ma il fatto che io di fatto non abbia bisogno di nessuna dieta (se ne potrebbe parlare in realtà: ho le ossa molto leggere, e quando mi avvicino ai 50 comincio ad avere un’aspetto decisamente più tondeggiante delle aspettative) non toglie il fatto che la mia vita sia un continuo guardare il cibo con un misto di desiderio e odio, con sforzi quotidiani per piacersi, visto che non sono stata benedetta con un supermetabolismo che brucia kerosene per tenermi in vita.

E poi ci sono persone che se ne sbattono allegramente e sono magre di natura, e persone che vorrebbero fortemente ingrassare ma non ce la fanno nonostante si sparino due cassate al giorno. Queste ultime sono in realtà nella stessa situazione di noi non “supermagridinatura” anche se al contrario. Personalmente non capisco cosa abbiano da lamentarsi, ma non tutti i gusti sono alla menta, si sa, quindi li affranco al 50% dalle mie ire funeste.

Ci sono anche, e prenderei quasi più a testate loro di tutti gli altri, quelli che sono schifiltosi, e quando hanno un piatto davanti fanno un’opera certosina per rimuovere ogni forma di sugo dai fusilli, avanzano le patatine fritte e prendono due cucchiaiate di tiramisù e poi rinunciano all’impresa perché non è fatto esattamente come nonnina loro li ha abituati. Loro li detesto da profondo. Io se ho fame mangio quello che ho davanti, a meno che non mi faccia proprio schifo, e a farmi schifo di solito sono cose che non fanno ingrassare. Mai che non mi piaccia un bel piatto che trasuda carboidrati e trigliceridi, figurarsi. E’ facile essere magri apprezzando sopra ogni cosa le carote bollite e scondite. Non capisco perché non sia nata così anche io.

Ecco perché dico, e lo sto dicendo quasi seriamente, che da questo semplice fatto, senza andare a toccare malattie incurabili, famiglie disagiate, catastrofi personali o abomini sociali, si può evincere l’intrinseca scorrettezza del destino.

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