clown triste

Ammetto di non essere esattamente un filantropa.

Ammetto di essere piuttosto poco tollerante a volte, per non dire spesso.

Però ne ho veramente gli attributi (che non ho) pieni di sentire gente lamentarsi.

Vittime del mondo e del sistema che sbattono in faccia al primo poveretto che passa il loro malcontento.

Malcontento che deriva da emerite stronzate naturalmente, talvolta camuffate da cose serie, talvolta mostrate dignitosamente per quel che sono, ma sempre e comunque stronzate.

Certo, anche io che in questo periodo sono ai minimi storici di buon umore patisco per delle scemenze. Ma non mi piango addosso in giro. Capita il momento piagnisteo, e qualche povero amico che al momento è con me ci va di mezzo, ma è cosa circoscritta, e soprattutto involontaria. Sono cadute di stile che capitano anche a me, che di certo non sono senza peccato, ma non sono uno stile di vita.

Anzi, dopo mi sparerei.

Invece sono circondata da “piangnisteiatori” seriali, personaggi che ne hanno sempre una, che si sentono così così infelici, tormentati dal destino baro e coglione, dalle persone brutte e cattive, dal loro stesso altruismo che li fa essere vittime di questo mondo

E dall’alto di questa loro sfiga nera si sentono in diritto di frignarsi addosso pubblicamente e continuamente, generalmente con la premessa “Non per lamentarmi ma…” e segue panegirico di centinaia di parole.

Ma per favore.

Sono tutte scemenze. Sono scemenze le tue e sono scemenze pure le mie.

E se proprio non riusciamo ad essere così furbi da non piangere per delle scemenze, se proprio dobbiamo essere schiavi della nostra emotività insensata in questo modo, piangiamo, ma in privato, per Dio.

Sarò una stronza io, a non comprendere l’essere umano in questo modo così becero, non lo nego.

Solo che mi saltano veramente i nervi quando per la centesima volta vengo annegata dalle grane inesistenti di qualcuno, quando io stessa ho le mie che quotidianamente cerco di tenere per me, e quando conosco gente che davvero ha motivi di star male, ma almeno in apparenza si porta in modo più dignitoso di costoro.

Poi, non negherò mai ad un amico una spalla su cui piangere, come ci sono volte che mio malgrado ne ho bisogno io. Però, avvalersi di questo diritto così deliberatamente, così reiteratamente…non so, mi urta.

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