Mi guardo in giro e vedo frammenti di umanità disperata.

Esseri logorati, piegati, spezzati che si trascinano come automi in un mondo soleggiato solo in apparenza.

Gente che ride sguaiatamente, sorride fino a rischiare di strapparsi le guance, chiacchiera ad alta voce per coprire il vuoto che riempie di assordante silenzio le sua vita.

Vedo occhi che fissano la strada e il cielo guardando tutto e non vedendo nulla.

Vedo vite pigre che serpeggiano nel tempo senza riempirlo.

Vedo solitudini perdute che corrono in cerca di un appiglio, qualcosa per cui vivere, qualcosa che dia un senso, riempiendo quel dannato eco muto che senza avere mani pugnala il petto e il cervello.

Sento pensieri contorti così lucidi da far pensare ad una sceneggiatura ben riuscita di un film cybepunk degli anni Sessanta. Involuzioni metafisiche che non si lasciano spiegare e che immobilizzano anche la persona più dinamica.

Vedo persone correre per fuggire dal rumore delle proprie riflessioni, metal sparato a volume poco salutare dritto nei timpani che dovrebbe simulare una trance tale da non far avvertire la fatica.

Vedo dolori sistematicamente ignorati, sottofondo sordo di una crociata verso una Terra Santa che forse nemmeno esiste.

Guardo uno specchio appannato e vedo il mio viso che mi fissa in risposta.mirror1

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