Mi piacciono i calzini spaiati. Non quelle abbinate che dignitosamente passano inosservate tipo blu scuro/ nero: quelle pazzesche tipo greca fiorellinata nei toni del blu e pois giallo fluo su sfondo nero.

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Mi fanno pensare ad un persona che deve muoversi silenziosamente nel buio di una casa ancora addormentata e infila la mano nel cassetto affidandosi alla buona sorte. Una persona che non appaia le calze la sera prima e che non si muove con sufficiente anticipo da aver tempo da perdere per aggiustare la coppia scoppiata.

Mi sa di gente che corre verso un treno, con uno zaino che sbatacchia su e giù sulla schiena e l’mp3 nelle orecchie, compagno di mille viaggi più o meno solitari, e se non riesce a saltare per tempo sul treno previsto…amen, ha un piano di riserva per raggiungere la meta.

Quelli che mettono i calzini spaiati sono persone che camminano tanto, naso all’insù verso il cielo se è bel tempo, che guardano quell’azzurro limpido e per dieci minuti chi se ne frega se si trovano a Milano Lambrate, è una bella giornata che vale un sorriso.

Sono persone che ridono e piangono senza ritegno e a volte nemmeno sanno il perché, forse è solo la stanchezza dell’ennesimo risveglio all’alba, o forse è la dolcezza di quella bambina al bancone del bar che quando il gestore le dà il cioccolatino gli sorride e le si illuminano gli occhi, come se avesse ricevuto la cosa che desiderava più di tutte.

Sono quelli che gli orari dei pasti sono niente più di una formalità, ma ad una birretta non si dice mai di no.

Sono quelli del tutto e subito, quelli che possono amare follemente per cinque minuti e poco più di condivisione, portare rancore per una settimana massimo a meno che davvero non li si faccia rimanere male tanto, quelli che per affezionarsi a qualcuno ci va un attimo e per capire di avere preso un abbaglio molto di più. Sono quelli che delle persone hanno una paura folle, ma alla fine scelgono di rischiare perché “Happiness is real only when it’s shared”.

Non sono saggi, e nemmeno gliene importa.

Sono oggi ombrosi e irritabili, domani ridanciani e sciocchi, dopodomani ancora malinconici e profondi, ma se arriva la loro canzone preferita tutto il malumore viene eliminato per almeno la durata della traccia.

Sono un popolo di bambini sperduti che a volte restano intrappolati tra il dire e il fare, tra il ieri e il domani, ma non per questo rinunciano a tentare di vivere intensamente.

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