Loneliness_in_the_autumn_air__by_Bunnis

Non voglio la pietà di nessuno. Quante volte l’ho detto. Quante volte mi sono venuti i nervi perché ho pensato che qualcuno uscisse con me, mi rispondesse al telefono o mi abbracciasse per pietà. Non voglio la pietà di nessuno.

E invece sì, che schifo, la voglio. E voglio la benedizione dell’ignoranza. Voglio la pietà di tutti senza accorgermi che è pietà anziché affetto. Come potrei mai avere quello che desidero se non per pietà. Non sono quel tipo di persona io.

Chissà poi perché ora devo sentirmi così maledettamente male. Non riesco nemmeno a capire cosa sia di preciso a farmi essere ancora in pigiama, seduta contro l’armadio a tentare di non piangere troppo, avendo schifo di me.

Non oso davvero indagare con attenzione e raziocinio. Mi dissero una volta che a mettere le mani nel proprio inconscio violentandosi da soli si trova un ginepraio che sanguina disagio. Le parole della psicologa non erano state proprio queste, ma l’immagine rende. Mi dissero anche che non conviene farlo, perché alcune cose è bene che restino nascoste là dove sono. E io la sento puzza di ginepraio che se anche riuscissi a tirarlo fuori, strapparlo dalle sinapsi, avrei solo fatto un danno. Sarà la stanchezza, saranno gli ormoni. Chi cazzo sa cosa sarà.

Mi sento sola, sola e stupida.

E voglio la pietà del mondo, perché se così non fosse perché mai starei scrivendo su un blog pubblico queste cose?

Non lo so se sono l’unica al mondo a sentirsi così, ma se qualcuno che legge si è già sentito così, o si sta sentendo così…tranquillo amico, tranquilla amica, non sei solo/a.

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