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La magia è un affare molto molto serio. Chi dice che non è reale sbaglia tutto. E’ una faccenda reale e serissima. Più seria che nei giochi di ruolo, dove se non hai il caster sei fottuto.

Tutti sanno che il mago è determinante per la buona riuscita di ogni impresa. Che sia il vecchio con il cappello modello Gandalf o il ragazzo dalle chiome spettinate (mi viene in mente il Sennar delle Cronache del Mondo Emerso, che ho amato anche alla tenera età di 22 anni), la sua presenza e le sue azioni sono spesso quelle che danno la svolta positiva all’avventura. Se non fosse stato per Gandalf che l’ha fatta praticamente da motore immobile (oddio, immobile nemmeno tanto…) l’anello se lo sarebbe tenuto Bilbo e ciao ciao Signore degli Anelli. Non fosse stato per Sennar che ha amato Nihal e l’ha salvata più di una volta da disparate calamità, prime fra tutte i suoi non indifferenti demoni interiori, le Cronache sarebbero state parecchio più povere.

Quindi, dicevamo, tutti sanno che i maghi sono importantissimi, e che la magia, di cui i maghi sono gli unici sacerdoti è cosa seria e risolutiva.

Quello a cui non pensiamo è che anche nel nostro mondo la magia esiste. Solo che i maghi non sono vecchi con cappello e bastone luminescente, e nemmeno ragazzi con cicatrici portatrici di una storia che vale la pena di essere raccontata. Non parlo di magia Wiccan, premesso che su questa sospendo il giudizio (può darsi anche che credendoci davvero funzioni, ma personalmente non ho il dono della fede nemmeno in questo caso). Parlo della magia delle cose di tutti i giorni, della magia che fa il bambino, il folle, vivendo in una dimensione diversa, pur stando in questo mondo così poco fantasy. Parlo della magia dell’attore che vive mille vite diverse su quel palco, credendo e divertendosi con il suo personaggio. Parlo della magia dell’acrobata che piega il suo corpo e trova l’equilibrio perfetto a dieci metri d’altezza in un tendone colorato e pieno di soggetti inquietanti con nasi sproporzionati e scarpe di fattura opinabile.

La magia è una cosa difficile da fare. Ogni volta che ci si accorge che non esiste smette di esistere davvero. Per farla bisogna non sapere di starla facendo. E’ un gioco in cui riescono solo pochi eletti. I bambini, i folli, gli attori, i circensi, i ballerini (chissà?). Saranno loro i superuomini di Nietzsche? Lui dava il compito al funambolo, forse aveva pensato alla stessa cosa…

Parlo di persone senza maturità razionale, pazzi, personaggi che probabilmente vivono ai margini della società. Ma sono eletti, perchè insomma…la magia rende tutto più bello. E chi non se ne accorge, certo, forse vive bene nel suo mondo reale, grigio e monotono, ma ha perso per sempre la possibilità di essere accecato da mille colori e sbattuto a destra e sinistra da emozioni insensate che solo un mago può provare senza averne troppa paura.

Io sto crescendo, anno dopo anno sono come tutti più adulta, più matura, più forte forse. Ma mai smetterò di cercare la magia di una vita che valga la pena di essere vissuta fino all’ultimo sorso, a costo di essere un Peter Pan in bilico tra questo mondo e l’Isola che non c’è.

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