Oggi, 8 Dicembre, storicamente si fa l’albero in casa Marsaglia. Sono 24 anni che io e mia mamma facciamo l’albero insieme. Somma, i primi anni diciamo che io più che altro assistevo dal mio seggiolino emettendo versetti di approvazione e gorgoglii a tempo con l’intermittenza delle lucine.

Mi è sempre piaciuto fare l’albero. E’ il momento dell’anno in cui diventa lecito cominciare ad aspettare il Natale. Non siamo credenti, nessuno della nostra famiglia lo è mai stato che io abbia memoria, quindi il bello del Natale per me sono sempre stati i regali, l’attesa, il fatto che tutto diventi colorato e luminoso. Addirittura le musichette, anche se devo ammettere che dopo un po’ non se ne può più. Mi piace andare per negozi e dovermi fare largo tra miriadi di palline per arrivare alla merce, avere le strade illuminate dalle luminarie, piene di gente che va a comprare regali. Mi piace andare per regali, osservare analiticamente tutte le vetrine cercando un oggetto soddisfacente per questo e per quello, poi cercare una bella carta e un bel biglietto. Guardare le cose che piacciono a me e sperare che qualcuno ci arrivi e me le regali.

Per me lo spirito del Natale è sempre stato commerciale, ma non in senso negativo. Non vedo cosa ci sia di male nell’amare le lucine intermittenti, i pini addobbati e i regali. Anzi, io mi sento in qualche modo arricchita dal periodo natalizio, mi piace gustarmelo per almeno due/tre settimane, anche se non aspetto un bimbo redentore dell’umanità nè aspetto questi venti giorni all’anno per essere più buona.

In linea di massima cerco di non essere mai troppo merda, ma se fossi proprio tragicamente sversa non sarebbe certo il calendario dell’Avvento a farmi riconsiderare la mia posizione. Trovo ipocrita chi si lamenta che nei supermercati comincino ad esserci palline e panettoni da Novembre perché “Così perdiamo il vero senso del Natale, e arriviamo al 25 che non ne possiamo più”. In teoria, se vogliamo indulgere in riflessioni da anime belle, tutto l’anno dovrebbe essere volto alla ricerca di un miglioramento del sé e nel tentativo di fare del bene…forse chi si accorge della precoce “Nataliziosità” del mondo si sente solo colto alla sprovvista e non ha ancora voglia di mettersi ad “essere tutti più buoni” …Perché si sa: ” A Natale puooooi!!”. Questo sì che mi fa pena. Io amo il Natale e non ritengo di essere moralmente obbligata ad essere diversa dal resto dell’anno. Sbaglia tutto chi al contrario cerca del buonismo a tutti i costi in tutto. Non ha senso: siamo tutti un po’ egoisti, chi più chi meno…se lo accettassimo e basta staremmo molto meglio. L’essere umani e non santi non ci rende cattivi. Ma abbiamo forse troppa paura di accettare quello che siamo, e aspettiamo un buon motivo, circoscritto nel tempo, per fingerci santi quanto riteniamo giusto essere. Non lo so, ma a me questo investire con mille significati cose normali non è mai stato molto chiaro.

Io ho un bellissimo albero gigante in sala, pieno di lucine, palline accumulate in 20 anni di vita senziente e striscioni colorati. Da domani comincerò le mie peregrinazioni per regali, girovagherò in centro per negozi e farò la fila per farmi fare il pacchetto in profumeria, come tutti gli anni. Il 24 sera, da rito, cenerò coi nonni e poi spacchetteremo i nostri regali. Per me Natale è questo, e sto bene così.

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