Ho avuto quello che volevo. I miei hanno detto che nei limiti delle possibilità economiche mi sosterranno nel mio folle sogno. Mio padre, dopo un’iniziale shock, ha richiesto un piano monetario per l’anno corrente. Quanto avrò bisogno e per cosa? E io ho fatto il conto: abbonamento al treno, mensile del corso a Milano, pranzi fuori, palestra ad Alessandria, lezioni private. Ha guardato il risultato a quattro cifre e non ha battuto ciglio.

Il mio sogno sembra che almeno nelle intenzioni diventi realtà.

Per cui ora posso cominciare a farmela molto concretamente sotto. E’ vero che le persone con cui mi sono consigliata non mi hanno detto che è impossibile…però non mi hanno detto nemmeno che è probabile. E soprattutto, potrebbe essere fattibile se io riuscissi a studiare in una maniera sensata nel minor tempo possibile. E qui casca l’asino. Il corso a Milano che i miei mi finanzieranno è difficilissimo. A me servirebbe un corso di formazione, non un corso per professionisti. Grazie tante. Solo che al mattino non c’è altro. E io al pomeriggio ce l’ho il mio corso di formazione, e non avrebbe alcun senso per me non poter più andare lì per andare altrove. Loro qui sono il meglio sulla piazza, nonché quelli con cui ho trovato un’amore così per la danza. Sono ormai affezionata all’ambiente. Non me ne voglio andare. Però, non ho risorse da perdere. Sì, vado a fare il corso per professionisti…a qualcosa servirà, nessun dubbio. Ma non servirà certo al 100%. Resta comunque il meglio che posso fare al momento. Spero solo che il meglio che posso fare in questo momento sia abbastanza. Non saprei a chi vendermi l’anima per potermi imbucare ad alcuni corsi dell’Accademia senza fare l’Accademia tutta. La retta dell’Accademia è assurdamente alta, e dura tre anni obbligatoriamente, mentre io spererei di cavarmela prima…

Ora che ci sto provando davvero, non so come fare a tentare di farcela davvero. Sto consapevolmente andando incontro ad un rischio di fallimento altissimo. Lo sto facendo perché se ci riesco vinco tutto, e anche se non ci dovessi riuscire, mi sarei tolta la soddisfazione di pensare per un anno a me stessa come alla persona che sta facendo quello che sarebbe il mio sogno.

Sto chiedendo ai miei un sacco di soldi per un sogno assurdo, in cui io stessa ho paura a credere davvero. Sto buttando un futuro stabile per una passione.

Ho una paura nera ora che vedo il rovescio della medaglia di qualcosa che fino ad adesso era solo una bella idea.

Però, per una volta nella mia vita, ho trovato una cosa per cui davvero mi ammazzerei, mi ammazzerò a questo punto, volentieri. Deve valerne la pena anche se va male e non riesco a realizzare nulla. Non so come potrei vivere se non ci provo nemmeno, ora che ho avuto il benestare e l’appoggio dei miei genitori. Per me ne varrà la pena sempre e comunque. Solo che mi sento una merda a chiedere loro di finanziarmi in questo data l’alta probabilità di fallimento.

L’unica cosa che posso fare è metterci l’anima come non ho fatto prima d’ora per nulla, e senza dubbio lo farò.

Non so se merito davvero quello che i miei si stanno accingendo a fare per me. Mi sento atrocemente in colpa per le volte che li ho accusati di tarparmi le ali. Forse l’unica colpevole sono stata io, che solo ora ho avuto il coraggio di dichiararmi non identica a come loro mi avrebbero voluta. Contemporaneamente, ho paura di essere una bimba capricciosa che vuole solo vivere per un po’ in un sogno che sa essere solo possibile in una dimensione onirica.

D’altra parte, non saprei come fugare le mie paure…è ovvio che sto facendo una follia, ed è altrettanto vero che “If something burns your soul with purpose and desire youhave the moral duty to be reduced to ashes by it.” Speriamo che la frase valga non solo per i ballerini fatti e finiti che devono solo non risparmiarsi mentre vivono la loro passione, ma anche per i poveri stronzi come la sottoscritta che sono ancora lì che non sanno fare i fouttes italienne (e nemmeno tanti altri passi più facili) e vanno in giro sembrando impalati perché mentre guardano i libri controllano la posizione delle scapole maledicendo la destra che è sempre un po’ troppo sporgente e non c’è verso di metterla dentro.

Con questo chiudo queste paure nell’armadio, e tiro fuori la bicicletta che mi hanno appena comprato. Come si dice…pedalare cazzi miei. Spero solo di pedalare abbastanza forte e velocemente.

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