Le persone che si sentono superiori al resto del mondo grazie alla carica che rivestono, il mestiere che fanno e la vita che hanno vissuto meriterebbero, a mio modesto parere, di essere abbandonate sanguinanti per strada a morire perché i passanti, pur vedendole, temono di avvicinare quello che si è sempre proposto come Dio in terra. O anche perché alle persone che passano e vanno a farsi le loro misere e banali vite non potrebbe importarne di meno di una divinità morente. Sono millenni che il mondo gira così: prima di ascendere al rango di “Dio” bisogna morire, quindi che problema c’è, fa parte dei giochi dell’ordine divino.

Ma, per me che non sono credente e quindi non penso che sarà l’epoca nella quale vivo a vedere assurgere ai cieli qualche nuova potenza cosmica, costoro sono solo dei cialtroni arroganti che con la loro presenza ammorbano il mondo e ci rendono tutti persone peggiori. Anche quelli che sarebbero gentili, disponibili ed educati dopo un po’ si stufano di prenderla ripetutamente in quel posto e attuano strategie di autoconservazione che scadono nella vendetta. Solo che, errore imperdonabile, a beneficiare di tali strategie non sono generalmente coloro i quali hanno causato l’ira funesta del povero ex-passivo. Nossignore, costoro di norma hanno anche il coltello dalla parte del manico, quindi si ha tutto da perdere a fare lo sgambetto a loro: chi ci va di mezzo sono quei poveretti che stanno addirittura sotto l’ex passivo, che ora diventa uno stronzo attivo, i quali, porelli, non c’entrano assolutamente nulla. E il circolo vizioso procede fino ad arrivare ad un vero passivo il quale, o grazie allo yoga che pratica assiduamente, o perché ha il nerbo di un nasello, lascia stare, la prende nel culo e poi ringrazia anche. Oppure, caso raro, qualche eroe metropolitano estrae una carriolata di attributi, rischia lo stipendio e tutto quanto, e legge la vita allo stronzo primigenio guadagnando il plauso di tutti i passivi della zona, e pagando con dignità le conseguenze della lamentela potenzialmente per tutti.

Ecco, io odio quelli che pensano di potermi pestare perché per qualche caso fortuito, o anche per meriti personali, sono in una posizione privilegiata. E odio anche non poterci fare niente, ma tant’è.

Tutto il pippone al momento viene dal fatto che, per la quarta volta, io mi sia trovata a scrivere eleganti mail  a giornali vari chiedendo un consiglio giornalistico (specifico, perché se avessi chiesto al “Corriere della Sera” come farmi le unghie, o ad “Amadues” se quest’anno va di moda il rosa con il verde piuttosto del viola con l’arancio sarei io la povera pirla e tutto il discorso non avrebbe senso), e a non ricevere risposta.

Ora, domandare è lecito, rispondere è cortesia e non obbligo. Ma, porco di un cane, anche se questi bei redattori critici dotti e sapienti non hanno alcun interesse per la mia persona (e perché mai dovrebbero, cielo, non mi conoscono nemmeno!) non vedo per quale dannato motivo non debbano nemmeno prendersi la briga di scrivere una merdosa risposta ad una persona che chiede un consiglio. Euro spesi zero, tempo impiegato cinque minuti forse. E’ ovvio che non mi debbano nulla, ma se io che sono come loro un essere umano con una vita che scorre indipendentemente dalle necessità altrui risponderei, non vedo perché loro non lo debbano fare, anche se loro sono grandi redattori etcetcetc e io no.

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