Ho una composizione d’arte moderna di cerotti colorati che parte dal piede e va fino al ginocchio. Cerotti che per l’esattezza sono verdi rosa e tinta carne. Perché ci sarebbero stati anche tutti color carne, ma evidentemente c’è un momento in cui si passa dalla funzione medica a quella del complemento di moda.

Se penso alle mie amiche e ai miei amici ballerini mi viene un po’ da ridere. Tra tutti siamo da rottamare.

All’inizio dell’anno accademico ho messo una foto su facebook:

                                           e niente, mi fa ridere che ora, dopo 3 mesi nemmeno potremmo quasi rifarla noi.

All’appello mi pare manchino tre caviglie, tre ginocchia, un muscolo adduttore e non so cos’altro.

L’inizio della lezione è un tripudio di scrocchi, specialmente nella sbarra anziani, i quali naturalmente fanno gli indifferenti perché non sia mai che non si mimetizzino con le giovinette.

Però, sarò scema io, ha un che di appagante avere male (non troppo da non riuscire più a muoversi ovviamente) per il “super-lavoro”: significa che ci si sta mettendo impegno, che non ci si è fermati alla prima avvisaglia di fatica… mi piace pensare che quando dico che ci metterei veramente tutta me stessa nella danza non sia una frase vuota. Se ne avessi la possibilità darei davvero la mia sanità fisica e mentale. E ne varrebbe la pena, fino all’ultima fibra muscolare, tendine, legamento, brandello di autostima e di tranquillità emotiva. Ne varrebbe la pena e sarebbe bello: non chiederei di meglio che essere vessata da prove ad orari improponibili, continue correzioni e mille ore di lezioni a settimana. Vorrebbe dire che lo sto facendo davvero.

Io, che mi sono sempre scocciata quando mi chiedevano una briciolina più del monte ore previsto, che sono sempre stata abituata ad essere brava senza sforzo e passare davanti agli altri che magari non tardavano nella consegna del piano di studi e controllavano regolarmente la bacheca senza lasciarsi scappare un concerto; io, che quando mi sento riprendere perché non ho studiato abbastanza il pezzo o non ho di nuovo letto l’offerta formativa mi offendo, ci rimango male, e poi per un po’ di tempo non ne voglio più sapere della cosa che mi ha causato la sgridata…non è più valido niente ora. Vorrei tutto questo, fortemente. Solo che lo vorrei nella danza anziché in Conservatorio.

Ora capisco cosa davvero mi manca nelle altre cose: è questa la spinta che permette di fare tutto senza stufarsi nel frattempo e impegnandosi come si deve.

Probabilmente è questo che i miei compagni “giusti” provavano per il Conservatorio, perché non è sbagliato quello che questo chiede, non c’è da sbuffare per le ore di lezione. E’ il prezzo da pagare per fare il musicista, e se non lo si vuole pagare ci si deve fare un esame di coscienza, non lamentarsi dell’istituzione.

Solo che, semplicemente, non si può pagare con buona predisposizione d’animo un prezzo del genere quando le ore della giornata sono limitate e si desidererebbe ardentemente pagare la stessa somma per qualcos’altro. Come capiterebbe con un assegno reale, se lo si usa per l’acquisto a non lo si può usare per l’acquisto b. Oltretutto il tempo non si può guadagnare di nuovo a differenza dei soldi.

Sarebbe bello se a dire questo fosse una giovane futura etoile che ha ancora davanti tutto il tempo necessario per ricevere l’impostazione al momento giusto e tentare la carriera al momento giusto. Magari anche un po’ di talento, non guasta mai. Detto da me ho paura che risulti più che altro patetico, parola che odio particolarmente…eppure, sarebbe ancora più patetico vergognarsene e non tentare l’impossibile…l’impossibile per il quale, come dice uno dei miei aforismi, ho sempre avuto un debole.

E poi, come dice un detto di saggezza popolare tramandato di nonna in nipote da millenni (lo so, parlo per luoghi comuni, ma se sono diventati tali ci sarà anche un motivo!) “Chi non risica non rosica.”

E anche “Suae quisque fortunae faber est.” che non è un detto popolare ma viene tramandato da millenni lo stesso sulle copertine delle agende stilose.

Il mio mantra quotidiano di automotivazione per “Il grande salto” sta guadagnando taglie….

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