Oggi è il 28 ottobre. Il che significa che mancano tre giorni al 31, Halloween.

Come tutti gli anni, desidererei essere invitata o, nella folle ipotesi di aver casa libera, organizzare io stessa, una splendida, spettrale, celticheggiante e sfarzosa festa di Halloween.

Nella mia idea dovrebbe essere qualcosa che ricordi le celebrazioni celtico-pagane, che mi affascinano moltissimo e a cui, anche se non sono mai stata una vera praticante e quel poco che facevo comunque ora non lo faccio più, rimango legata, pur indulgendo in quel po’ di bambinesco e divertente luogo comune che mi permetta di decorare casa con zucche intagliate, finte ragnatele e ragni (FINTI, mi fanno troppo schifo quelli veri!), teschi, scheletri, fantasmi, calderoni da strega e tutta quella roba lì.

Adatterei anche la gamma cromatica delle camere dove si tiene la festa: tendaggi neri e arancioni, luci soffuse, possibilmente mediate dalla presenza di paralumi arancio o viola, per la stanza delle tamarrate infantili; tendaggi neri e viola, divani con coperture vellutate rosso sangue o viola, tappeti sempre rigorosamente neri per la stanza della festa “da adulti”.

Come prima parte di festa, sarebbe fondamentale il giardino: i miei invitati sarebbero convocati da me appena prima del tramonto per soddisfare anche la mia voglia di celebrazione paganeggiante, ci disporremmo in giardino dove avrei allestito un perfetto, celticissimo, altare di Samhain, siederemmo intorno al fuoco al suono dei Blackmore’s Night (in giardino? E’ un sogno, posso anche portarmi la musica fuori.) e festeggeremmo come i celti facevano (naturalmente, come io immagino che i celti facessero, rettifichiamo.)

Al termine di questa prima parte potremmo trasferirci dentro la magione e dare inizio ai festeggiamenti profani: gente vestita e truccata che pesca da un buffet portate agghindate da Halloween pure loro (le tipiche dita mozzate/wurstel e simili), musica a tema e gente che decide per una notte di impersonare ciò da cui è vestito. E foto, risate, divertimento.

Non so per quale tragica ragione mi piaccia così dannatamente tanto l’idea della festa di Halloween. Sarà che per anni quando avevo l’età per permettermi di andare di porta in porta a fare dolcetto scherzetto i miei non mi hanno lasciata andare ritenendo (lo ritengono tuttora, ma io me ne posso infischiare adesso) che si tratti di un’inutile festa commerciale americana. Cosa che, al di là di tutta la ritualità pagana a cui sono affezionata al pari dei pipistrelli in carta velina appesi al lampadario, anche se fosse non mi turberebbe: americana o europea, commerciale o profana, se è divertente divertente resta.

Comunque, purtroppo resto l’unica ventiquattrenne che si svenerebbe per una festa di Halloween a regola d’arte. Posso capire che sia un’interesse di nicchia e pure infantile, per carità, ma se qualcuno si trovasse nella mia stessa condizione e predisposizione di spirito mi faccia un fischio: siamo ancora in tempo per organizzare.

Detto ciò, siccome non oso sperare nella presenza di qualche altra anima bambina che voglia fare una bella festa, penso che farò il gesto di mano di comprare un po’ di addobbi e cose varie e montarle in camera mia. Il fatto che non possa costringere nessuno a volere quello che voglio io (non che non ci abbia provato, ma alla fine il risultato è sempre stato deludente per me che oltretutto mi sono sentita piuttosto pirla e penoso per gli altri) però non significa che non possa ripiegare su una più morigerata e personale soddisfazione della mia voglia di zucche pipistrelli e fantasmi. Alla fine, non c’è niente di cui vergognarsi, e comunque, anche se fosse, il non arredare la camera di conseguenza non significa non aver desiderato di farlo, come d’altra parte il farlo non lede nessuno. Tranne forse la signora delle pulizie che non sarà contenta del fiorire di altri soprammobili e chincaglierie in camera….

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