Non riesco a resistere al fascino del Cirque du Soleil. Ieri sera, nel mettermi a guardare “Mondi Lontani”, lo spettacolo-film ultima loro produzione, sapevo che non ne sarei uscita emotivamente incolume. Dire che questo tipo di spettacolo mi catturi è un delicatissimo eufemismo: se oggi mi avessero detto di prendere quattro treni e tre aerei per andare a studiare con loro lo avrei fatto senza pensarci due volte credo.
E’ assolutamente fenomenale quello questi artisti fanno: con una commistione di luci, musica, arti circensi, danza, teatro e una serie di ingredienti segreti di cui posso solo immaginare la natura, loro danno vita a quella fantasia e a quell’immaginazione che potrebbe portare all’Isola che non C’è, quella visiva e creativa che fa vedere una nave pirata in una poltrona e un coccodrillo in una tovaglia piegata male…
Mondi onirici popolati da creature delicate e coloratissime, suggestioni di un tempo antico e di uno nuovo, colori intrecciati tra loro che fanno da sfondo a corpi senza peso…non è circo come si è abituati a conoscerlo, è una performance panica e visionaria che abbraccia tutti i sensi, rapisce lo spettattore fino a fargli dimenticare di essere seduto in una platea, convincendolo di essere volato verso un mondo fantastico dove le regole di questo contano poco o niente…
Una sorta di film fantasy con atmosfere che mi ricordano quelle del Tim Burton di Alice in Wonderland…solo che non ci sono effetti speciali.
E’ questa la seconda cosa che mi lascia attonita.
Guardando lo spettacolo mi sono lasciata cullare da cotanta meraviglia, ho sospeso il giudizio di realtà e tutto quello che si farebbe di fronte ad una bella performance visiva che, per quanto bella, rimane soltanto apparenza. Poi,pur rimanendo calata nel mondo fantastico che il Cirque du Soleil mi stava mettendo davanti, non sono riuscita a non chiedermi come questi “Actor-Bats” (come loro si definiscono, mettendo assieme le parole “Acrobat” e “Actor”) possano fare con il loro corpo cose simili…
Sono riusciti a convincermi di non sottostare alla legge di gravità, di non avere articolazioni e ossa dove gli esseri umani le hanno, pur vivendo e operando in un mondo in cui la forza di gravità imperversa e le articolazioni, mi risulta, siano grossomodo uguali per tutti.
Mi chiedo come si possa ottenere tanto da un corpo umano, e non ne metto in discussione la possibilità solo perché l’esistenza di persone come questi soggetti le cui lodi sto tessendo me la conferma.
Che meraviglia deve essere poter esprimere ciò che si desidera con il proprio fisico, poterlo piegare e contorcere a piacimento, sollevare, girare, contrarre e controllare in modo così totale. La pletora di possibilità che ne derivano deve essere veramente enorme…
Chissà se hanno paura prima di entrare in scena e temono che una delle mille complicatissime evoluzioni che dovranno fare non venga…Magari è tutto proporzionale: se io posso arrivare ad avere la sicurezza che una ribaltata mi venga e farla durante un qualsiasi show senza temere una figuraccia, sarebbe logico aspettarsi che per un acrobata di quella portata diventi abituale anche un triplo salto mortale carpiato con avvitamento e atterraggio in quinta colonna…
Se è vero questo, e gli Actor-Bats non temono di cadere e sbagliare più di quanto ogni ballerino debba temere di cadere durante una variazione che conosce perfettamente e che fa da tempo immemore (la sfiga ci vede benissimo, si sa, e l’errore è sempre in agguato…), allora essere uno di loro deve essere davvero un’esperienza pazzesca, unica…dev’essere un po’ come vivere per qualche ora nel mondo che si porta in scena. Se il piccolo palco del teatro mi emoziona e mi carica fino a farmi davvero dimenticare di essere solo Marta nel suo mondo normale…chissà loro cosa provano! Dev’essere fenomenale, una cosa veramente pazzesca.
Ma sarà davvero possibile non avere paura quando la posta in gioco è così alta e la difficoltà tale?Penso all’incidente del 29 Giugno: durante un’esibizione del Cirque du Soleil a Los Angeles (lo spettacolo era “Ka”, quello con il palco fluttuante) una delle acrobate durante un numero aereo ha perso contatto con il cavo di sicurezza ed è caduta per ben 15 metri. Il tutto in diretta. Il pubblico, ho letto, ha creduto la cosa parte dello spettacolo in un primo momento. La ragazza però non si è più rialzata per prendere gli applausi e non li prenderà mai più.
Ci sono rimasta male, pur non avendo idea di chi la fanciulla precipitata fosse…aveva 31 anni, due figli, e un viso da ragazzina…chissà se lei aveva paura prima di entrare in scena, anche se in palestra gli esercizi le venivano, oppure si lasciava permeare dal senso di sogno dello spettacolo?
Sogno o meno, la forza di gravità è sempre lì, anche sul loro palco, dal quale sembra essere stata bandita, anche durante gli spettacoli…loro lo sanno di sicuro, non penso che possa passare un secondo senza che se ne rendano conto.
Però immagino che faccia parte dei giochi. Sono persone che rischiano, è ovvio. Avranno pure il cavo di sicurezza nei numeri dichiaratamente aerei(nel caso della ragazza morta, è stata una doppia sfortuna: cadere durante il numero e perdere il cavo…non era mai capitato prima) ma quotidianamente fanno una serie di movimenti ed esercizi per cui sarebbe lecito aspettarsi un numero a due cifre di fratture e lesioni interne…Eppure lo fanno lo stesso. Perché? Mio padre risponderebbe che sono cose insensate, e che chi le fa pur sapendo che rischi corre dimostra di non avere tanto sale in zucca. Io credo che siano questi i superuomini e le superdonne (non lo diceva anche Zarathustra del suo funambolo morto?), non perché rischiano di bruciare la propria vita in un secondo di disattenzione, ma perché vivono nel loro sogno, vanno oltre i limiti che crediamo che ci siano stati imposti, e osano usufruire di quel grandissimo potere che è creare e muovere emozioni.

Advertisements